Piazza del Popolo - panorama (foto Piergiorgio Della Mora)
Chiostro di San Domenico
Castello di Rocchetta
Elcito
Chiesa di S. Apollinare di Monte - Località Straccialena
La città bassa vista da Castello
Palio dei Castelli - Corsa delle Torri
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San Severino Marche

-Abbazia di Val Fucina
Abbazia benedettina del X-XI secolo, particolarmente interessante la cripta ornata di capitelli a volte.
Indirizzo Loc.tà Elcito
Data costruzione: X-XI Secolo
-Area archeologica di “Septempeda”
Resti della romana Septempeda, con torri di tufo del II secolo a.C., avanzi di mura, di edifici pubblici e di un impianto termale.
Visite su prenotazione al Museo archeologico
-Castello di Aliforni
II castello fu venduto nel 1257 al Comune di San Severino da Guglielmo, vescovo di Camerino. Rimangono oggi parte della cinta muraria, alcuni edifici medioevali e la torre maestra, dove sono ancora visibili i beccatelli che sostenevano la piattaforma merlata. Nei pressi la Chiesa di S. Maria Annunziata (XIII sec.) ampliata nell'ottocento su progetto di Ireneo Aleandri che, modificatone l' orientamento, conservò intatto il primitivo presbiterio con un pregevole affresco attribuito a Lorenzo Salimbeni.
Intorno alla torre permangono i resti della cinta muraria, il cui perimetro misurava circa 240 metri, e dell’abitato medioevale di cui si colgono evidenti segni nelle basse porte, in qualche archivolto in arenaria o in cotto e nei gradini scavati nella roccia. Nei pressi sorge la Chiesa di S. Maria Annunziata (XIV sec.), ampliata nel XIX secolo su progetto di Ireneo Aleandri, che conserva un’Annunciazione di Filippo Bigioli e un delicato affresco attribuito a Lorenzo Salimbeni.
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Indirizzo Località Aliforni
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Data costruzione: XIII sec.
-Castello di Carpignano
E' uno dei più notevoli esempi di architettura militare del territorio. Entrò definitivamente in possesso della città nel 1471 e fu allora ricostruito e trasformato. Conserva avanzi delle mura, con torri angolari circolari, la porta di accesso e la torre maestra, rinforzata da una imbracatura a base pentagonale
Entrò definitivamente in possesso di San Severino nel 1471 e ad opera di Pier Martino Cenci, console della città, fu ampliato e trasformato per poter competere contro le prime artiglierie da fuoco come è testimoniato dai resti della poderosa cinta muraria che originariamente misurava un perimetro di circa 200 metri e dei tre torrioni semicircolari angolari. Sono ancora in piedi la porta di accesso al castello con arco a tutto sesto e la torre maestra (m. 25) munita del cassero (m. 12) a base pentagonale, a cui è addossata la piccola chiesa. Su una delle piccole case costruite all’interno delle mura, con le pietre ricavate dai crolli dovuti al trascorrere del tempo, è possibile notare uno stemma in pietra, infisso a rovescio, su cui è scolpito il “leone rampante”, emblema della fazione guelfa.
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Indirizzo Località Carpignano
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Data costruzione: XIII – XV sec.
-Castello di Colleluce
Pittoresco per la sua posizione sulla sommità di un colle, conserva resti della cinta muraria (XIII sec.) e l'aspetto di luogo fortificato. Domina il campanile della Chiesa di S. Giovanni Battista che assunse le forme attuali tra la fine dell'ottocento e i primi del novecento, quando venne arricchita di una cappella e interamente decorata. Vi si possono ammirare una serie di affreschi votivi del XVI sec., una tela del Pomarancio raffigurante il battesimo di Gesù e un pregevole Crocifisso dipinto su tela (XIII sec.) proveniente dalla sottostante Abazia benedettina di S. Mariano.
Oggi, anche a causa dell’impiego delle pietre come materiale da costruzione, rimangono resti della cinta muraria e l’aspetto di luogo fortificato. La tradizione vuole che il toponimo abbia origine da “Lucus”, il bosco sacro che circondava il tempio pagano sulle cui rovine fu costruito l’insediamento medioevale.
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Indirizzo Località Colleluce
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Data costruzione: XIII sec.
-Castello di Elcito
Il Castello di Elcito (fitonimo da “leccio”), abbarbicato su un contrafforte roccioso della catena del Sanvicino a più di 800 m. di altitudine, con le grigie abitazioni dei montanari che fanno corpo con i rocciosi balzi dei circostanti dirupi, conserva pochi segni del castello medievale, qualche traccia di mura e, nel lato nord una delle porte di accesso alla originaria struttura fortificata, costruita ad arco in pietra corniola. Pur non restando alcuna traccia della torre, il paesino conserva l’aspetto di un castello grazie alla sua posizione tra le alte rocce che costituiscono la sua naturale difesa. Si tratta di un struttura medievale fortificata. Eretto a salvaguardia dell’Abazia benedettina di S. Maria di Valfucina (IX sec.) e come residenza dell’Abate, nel 1298 fu venduto al Comune di San Severino e, ancora oggi, è uno dei luoghi più suggestivi ed aspri del territorio severinate. A circa due chilometri l’altopiano del Canfaito (da “campo di faggi”) con le sue secolari faggete.
Pur non restando alcuna traccia della torre, il paesino conserva l’aspetto di un castello grazie alla sua posizione tra le alte rocce che costituiscono la sua naturale difesa. Si tratta di un struttura medievale fortificata. Eretto a salvaguardia dell’Abazia benedettina di S. Maria di Valfucina (IX sec.) e come residenza dell’Abate, nel 1298 fu venduto al Comune di San Severino e, ancora oggi, è uno dei luoghi più suggestivi ed aspri del territorio severinate. A circa due chilometri l’altopiano del Canfaito (da “campo di faggi”) con le sue secolari faggete.
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Indirizzo Località Elcito
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Data costruzione: XIII sec.
-Castello di Isola
Feudo dei conti Gentili di Rovellone, nel 1305 il castello fu venduto al Comune di San Severino per 8.000 scudi. Notevole l’impianto urbanistico medioevale di cui rimangono pochi resti delle mura e degli edifici circostanti, mentre ancora quasi integra resta la torre maestra in grossi blocchi in pietra arenaria (m. 25), che presenta all’interno interessanti elementi architettonici. Accanto alla torre si nota qualche vecchio edificio con porte e finestre ad arco a tutto sesto. Dentro le mura del castello si trova la Chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio Martire, il cui ingresso principale è insolitamente situato sotto un grande arco che dà accesso all’abitato. All’interno una serie di pregevoli affreschi eseguiti da Sebastiano Ghezzi nel 1604.
Accanto alla torre si nota qualche vecchio edificio con porte e finestre ad arco a tutto sesto. Dentro le mura del castello si trova la Chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio Martire, il cui ingresso principale è insolitamente situato sotto un grande arco che dà accesso all’abitato. All’interno una serie di pregevoli affreschi eseguiti da Sebastiano Ghezzi nel 1604.
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Indirizzo Località Isola
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Data costruzione: XIII – XIV sec.
-Castello di Pitino
Era il più grande e strategicamente importante del sistema difensivo di San Severino. Si vuole eretto al tempo delle invasioni barbariche sulla sommità del colle omonimo, già sede di un insediamento piceno. Del castello, riedificato nel XIII sec., restano ancora oggi imponenti rovine: la porta di accesso, la torre maestra e parte delle cortine murarie, con torrioni aperti rompitratta. La zona è sottoposta a vincolo paesistico.
Del castello, riedificato nel XIII sec., restano ancora oggi imponenti resti: la porta di accesso in pietra arenaria, notevoli tratti della cinta muraria che si estendeva per un perimetro di 400 metri in cui si alternavano i superstiti, rettangolari torrioni. Dalla struttura si erge l’imponente mastio (23 m.) senza aperture, al quale si accedeva solo attraverso un sistema di cunicoli sotterranei ora sigillati. All’interno del perimetro murario si trovano due edifici sacri, uno più piccolo quattro-cinquecentesco con coevi affreschi votivi, e la chiesa di S. Antonio ricostruita intorno al XIX sec. con il caratteristico campanile a cupolino. Fu qui che in epoca pre-romana sorgeva uno dei più importanti abitati piceni che creò ai piedi del colle le tre necropoli di Monte Penna, Frustellano e Ponte di Pitino i cui preziosi corredi funerari sono divisi tra il Museo Archeologico di San Severino e quello Nazionale di Ancona.
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Indirizzo Località Pitino
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Data costruzione: XIII sec
-Castello di Serralta e Rocca di Monte Acuto
Del castello rimangono la porta di accesso, resti delle mura e della torre incorporata nella chiesa parrocchiale. Nei pressi i ruderi della rocca di Monte Acuto (XIII sec.) e le grotte di S. Sperandia, dove visse in penitenza Sperandia di Gubbio (XII sec.).
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Indirizzo Località Serralta
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Data costruzione: XIII sec.
-Chiesa della Maestà
Edificata nel 1473 nel luogo di una Maestà, conserva l' originario portale in cotto con belle decorazioni floreali e i due piccoli portali laterali. All'interno si trovano pregevoli affreschi votivi, dipinti da Lorenzo D'Alessandro (XV sec.)
Indirizzo Loc.tà Parolito
-Chiesa di S. Maria di Cesello
Costruita agli inizi del XV sec, è singolare dal punto di vista architettonico per il largo spiovente del tetto che protegge un affresco seicentesco. All'interno tutte le pareti sono rivestite da affreschi votivi (XV - XVII sec.). Altri interessanti affreschi quattrocenteschi sono da segnalare nella Chiesa di S. Maria di Valdiola (XIII sec.), nei pressi della vicina frazione di Chigiano.
All'interno tutte le pareti sono rivestite da affreschi votivi (XV - XVII sec.). Altri interessanti affreschi quattrocenteschi sono da segnalare nella Chiesa di S. Maria di Valdiola (XIII sec.), nei pressi della vicina frazione di Chigiano.
-Chiesa di S. Maria di Valdiola
La chiesa del XIII secolo è ricca di interessanti affreschi quattrocenteschi. È situata nei pressi della frazione di Chigiano.
Indirizzo Loc.tà Valdiola
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Data costruzione: secolo XIII - XIII
-Chiesa di San Domenico
Costruita con l'annesso convento nella prima metà del XIII secolo, fu riedificata agli inzi del sec XIV e trasformata nelle forme attuali nel sec XVII. All'interno è conservata una pregevole tavola cinquecetesca di Bernardino di Mariotto. In sacrestia si possono ammirare resti di pregevoli affreschi dei fratelli Salimbeni. Nel Chiostro dell'annesso convento si trovano lunette affrescate, attribuite a Sebastiano Ghezzi e a Ludovico Lazzarelli (XVII sec.).
In sacrestia si possono ammirare resti di pregevoli affreschi dei fratelli Salimbeni. Nel Chiostro dell'annesso convento si trovano lunette affrescate, attribuite a Sebastiano Ghezzi e a Ludovico Lazzarelli (XVII sec.).
Indirizzo Via. E. Rosa
Data costruzione: XIII sec.
-Chiesa di San Giuseppe
Costruita nel 1628 a spese della famiglia Tinti, fu fatta riedificare nel 1768 da Vincenzo Tinti, su progetto di Carlo Maggi. La facciata è di gusto rococò.
Indirizzo Piazza del Popolo
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Data costruzione: 1628
-Chiesa di San Lorenzo in Doliolo
Secondo la tradizione venne fondata nel VI secolo, ma la chiesa attuale risale al XII secolo e venne più volte rimaneggiata. Il trecentesco campanile costituisce la facciata dell'edificio, nella cripta vi sono resti di affreschi dei fratelli Salimbeni.
Addossato al fianco sinistro della chiesa è il campanile, anch' esso in laterizi e coevo alla facciata, con la cella campanaria aperta in due grandi bifore sotto le quali corre una fascia di archetti. L' interno dopo i radicali rifacimenti del 1741 non conserva nulla dell' impianto originale; a seguito del terremoto sono inoltre stati asportati gli affreschi dei fratelli Salimbeni ( ora conservati nella Pinacoteca ) che un tempo ornavano la prima cappella a sinistra. Di interesse è il coro, intarsiato da Domenico Indivini e allievi.
Indirizzo Via della Galetta
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Data costruzione: secolo XI
-Chiesa di Sant’Agostino
La Chiesa, in origine dedicata a S. Maria Maddalena, fu assegnata nel XIII sec. agli Agostiniani. Rimaneggiata a più riprese, subì radicali restauri quando, nel 1827, divenne cattedrale. Interessante la facciata (XV sec.) in cui si nota il bel portale cuspidato in laterizio con tracce di affreschi di Lorenzo d'Alessandro; all'interno si trovano numerose opere.
Indirizzo Piazza del Duomo
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Data costruzione: 1827
-Chiesa di Santa Maria della Pieve
Dell'originaria struttura romanica conserva l'abside e il fianco destro; nell'interno affreschi votivi del XIV-XV secolo. Intorno si estende la zona archeologica in cui sono stati riportati ala luce i resti della romana città di Septempeda.
Visite a richiesta al Municipio, tel.+39 733 641 184
Indirizzo Loc.tà Pieve
-Chiesa ed eremo di San Michele Arcangelo di Domora (ora grotte di S. Eustachio)
Percorrendo la strada statale che da San Severino Marche conduce a Castelraimondo, a circa due chilometri sulla sinistra, si apre una valletta lunga e stretta fino e diventare una gola. Risalendo una stradina sterrata che costeggia un torrente, sulla sinistra si intravede la chiesa di San Michele Arcangelo con ruderi dell'antico monastero ed una grande grotta che si apre nello spazio antistante. Gli edifici superstiti risalenti al XIII secolo, constano di una chiesa in parte scavata nella roccia ed in parte coperta da una volta a crociera e di alcuni locali sotterranei già appartenuti ai monaci Benedettini che abitavano l'attiguo monastero e che si recavano e pregare nelle varie grotticelle poste nei pressi e scavate nella roccia. Gli edifici furono realizzati in pietra calcarea locale e furono abbandonati nel 1393 quando il Monastero fu unito a San Lorenzo in Doliolo.
Gli edifici superstiti risalenti al XIII secolo, constano di una chiesa in parte scavata nella roccia ed in parte coperta da una volta a crociera e di alcuni locali sotterranei già appartenuti ai monaci Benedettini che abitavano l'attiguo monastero e che si recavano e pregare nelle varie grotticelle poste nei pressi e scavate nella roccia. Gli edifici furono realizzati in pietra calcarea locale e furono abbandonati nel 1393 quando il Monastero fu unito a San Lorenzo in Doliolo.
Indirizzo Loc.tà Valle dei Grilli
-Duomo Antico
Dedicata a S. Severino, fu la chiesa del primitivo Castello. La facciata in laterizi, degli inizi del XIV secolo, presenta un bel portale trecentesco, sopra il quale si presentano una graziosa edicoletta a tre archi trilobi e un occhio. Addossato al fianco sinistro della chiesa è il campanile, anch' esso in laterizi e coevo alla facciata, con la cella campanaria aperta in due grandi bifore sotto le quali corre una fascia di archetti. L' interno dopo i radicali rifacimenti del 1741 non conserva nulla dell' impianto originale; a seguito del terremoto sono inoltre stati asportati gli affreschi dei fratelli Salimbeni ( ora conservati nella Pinacoteca ) che un tempo ornavano la prima cappella a sinistra. Di interesse è il coro, intarsiato da Domenico Indivini e allievi.
Visite a richiesta al personale addetto all’apertura del MUSEO ARCHEOLOGICO “G. Moretti”
Indirizzo Loc.tà Castello al Monte
Data costruzione: Eretta forse verso la metà del X secolo e poi rifatta nel 1061
-Madonnetta di Gaglianvecchio
Già esistente nel XV sec. come Maestà, venne trasformata successivamente in Chiesa. Restaurata e ampliata nel 1853, conserva un affresco di Madonna con Bambino del XVI sec., probabile opera di scuola locale.
Indirizzo Loc.tà di Gaglianvecchio
-Maestà di Panicari
Conserva affreschi di Jacopo e Lorenzo Salimbeni. Inizio XV sec.
-Monastero delle Clarisse
Sulla destra della Torre comunale si allunga il muro di cinta del monastero delle Clarisse che termina in una bassa costruzione; è quanto resta del duecentesco Palazzo consolare.
-Monastero di Santa Caterina
Il Monastero fu edificato nel 1261 dai monaci Benedettini e nel 1523 fu donato alle monache Benedettine Cistercensi. Attualmente le 15 monache che vi vivono continuano la loro esistenza di clausura e di preghiera secondo gli ideali della spiritualità cistercensa. Si accolgono giovani in ricerca vocazionale. Si eseguono lavori di ricami e maglie e preparano gustosi dolciumi.
Attualmente le 15 monache che vi vivono continuano la loro esistenza di clausura e di preghiera secondo gli ideali della spiritualità cistercense. Si accolgono giovani in ricerca vocazionale. Si eseguono lavori di ricami e maglie e preparano gustosi dolciumi.
Indirizzo Via di Santa Caterina
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Data costruzione: XIX - XIX
-Palazzo Comunale
Eretto nel 1764 su disegno di Clemente Orlandi, ha la facciata interamente in laterizio. Ai lati delle due colonne che sostengono il balcone, si trovano i busti di due illustri cittadini: l'anatomista Eustachio e lo scultore Ercole Rosa.
Indirizzo Piazza del Popolo
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Data costruzione: 1177
-Palazzo Franchi, poi Servanzi
Fu fatto costruire da Antonio Jacopo Franchi. Vi abitò il conte Severino Servanzi Collio. Vi si conserva la sua ricca Biblioteca.
-Palazzo Gentili di Rovellone
Fu fatto edificare da Francesco Gentili di Rovellone. La facciata, che poggia su un portico bugnato, è arricchita da cornici in travertino e da belle finestre guelfe.
Indirizzo Via Salimbeni
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Data costruzione: 1524
-Piazza del Popolo
Ampia e armoniosa, la piazza del Popolo è il fulcro della città, ha una caratteristica forma allungata ed ellittica ed è circondata da portici. L’impianto planimetrico e le sue dimensioni rimandano all’antica funzione di luogo di mercato, ma la sua attuale configurazione è il risultato di interventi architettonici che vanno dagli inizi del ‘400 alla fine dell’800. Si affacciano sulla piazza, fra gli altri edifici, il palazzo comunale, il teatro Feronia e la chiesa di San Giuseppe.
-Rocca di Monte Acuto
Ruderi della rocca di Monte Acuto (XIII sec.), nei pressi le grotte di S. Sperandia, dove visse in penitenza Sperandia di Gubbio (XIII sec.).
-Rocca di Schito o Rocchetta
Costruita su ruderi di età romana, era un luogo fortificato in un passaggio obbligato sulla via che congiungeva Tolentino a Treia. Smantellata delle sue torri e adibita a casa colonica, è oggi pro- prietà di privati che l'hanno ristrutturata nel 1975.
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Indirizzo Località Rocchetta
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Data costruzione: XV sec.
-Santuario della Madonna dei Lumi
Fu edificato nel XVI sec. in seguito ad un fatto prodigioso, avvenuto nel 1584, di un grande e ripetuto scintillare di lumi nel luogo dove, su un pilastro, era dipinta l'immagine della Madonna. La costruzione, deve le forme attuali ai Barnabiti, che nel 1657 ebbero la custodia del Santuario, oggi affidato ai Cistercensi.
La costruzione del primo piccolo tempio dedicato a Santa Maria dei Lumi fu iniziata nel 1586, ad opera dei Filippini, sul luogo dove nel gennaio del 1584 si era verificata l’apparizione di un ripetuto scintillare di “lumi” intorno ad una immagine della Madonna dipinta da Giangentile, figlio di Lorenzo d’Alessandro, su un pilone all’ingresso di un podere di un certo Luca di Ser Antonio. Nel 1601 i Barnabiti succedettero ai Filippini nel completamento e nella custodia dell’edificio. Si devono a loro le attuali forme del Santuario con la realizzazione della cupola ottagonale posta all’incrocio del braccio longitudinale con i due bracci laterali e con la costruzione del catino ottagonale. L’interno, a croce latina, presenta diverse cappelle riccamente affrescate e decorate tra cui quella in cui è venerata l’immagine della Beata Vergine Maria dei Lumi il cui altare è stato impreziosito da un rivestimento di pregiati marmi policromi e lapislazzuli. Numerosi gli architetti, i pittori, gli scultori che furono chiamati a decorare il Santuario tra cui Felice Damiani, Giulio Lazzarelli, Venanzio Bigioli, Gian Tommaso da Ripoli, Felice Torelli e G. Andrea Urbani. Nella cappella della Visitazione, la prima a sinistra dell’entrata, sono sistemate le urne con le spoglie dei beati Pellegrino da Falerone e Bentivoglio de Bonis da San Severino, entrambi tra i primi discepoli di san Francesco. Sul pilastro della cappella della Madonna una piccola lapide in marmo nero ricorda che qui è sepolta la mistica del 1500, Francesca Trigli dal Serrone, la cui vita santa consentì l’inizio del processo di beatificazione e con esso l’attribuzione del titolo di “venerabile serva di Dio”. Dal 1901 il Santuario è affidato alla custodia dei monaci Cistercensi che già dalla metà del XVIII erano nella Chiesa di S. Lorenzo in Doliolo. Orario sante messe: festivo 9,30 – 11,30; feriale 16,00 (I) – 17,00 (A) – 18,00 (P-E). Le visite non sono consentite durante le celebrazioni liturgiche.
Per informazioni rivolgersi a +39 733 638 100
Indirizzo Via Madonna dei Lumi
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Data costruzione: 1560
-Santuario di San Pacifico
Ampliata e restaurata più volte, conserva un antico portale a sesto acuto in laterizio, riccamente ornato con sculture di foglie e di animali. Le forme attuali si devono ai rifacimenti del XIX sec. quando, a spese di Severino Servanzio Collio e su progetto di Ireneo Aleandri, venne eretta la facciata. Vi si venera il corpo di San Pacifico Divini (XVII sec.). Annesso al Santuario si trova il Convento di Santa Maria delle Grazie. Orario delle funzioni( festivi) : 7.00-8.00-9.00-10.00-11.30-16.00-17.00
La chiesa primitiva di S. Maria sub monte “sotto il monte Aria” (XII sec.) con annesso convento retto dagli Agostiniani, passò nel XV secolo ai Frati minori osservanti, prendendo il titolo di S. Maria delle Grazie. Ampliata e restaurata più volte, dell’antico prospetto conserva il portale gotico in laterizio formato da otto colonnine su cui poggiano altrettanti archetti avvolti in sculture di foglie e fiori tra i quali sono accovacciati vari animali. Le forme attuali si devono ai rifacimenti voluti dal conte Severino Servanzi Collio che, a seguito della canonizzazione di Pacifico Divini (XVII sec.), nel 1842 finanziò i lavori per la chiesa che custodiva le spoglie del santo compatrono della città e del quale la chiesa francescana era destinata a diventare il santuario. Il tempio ebbe quindi una nuova facciata realizzata con il classico schema palladiano delle chiese veneziane su progetto dell’architetto Ireneo Aleandri e una rivisitazione degli interni e del campanile su disegni di Venanzio Bigioli. L’interno, a tre navate, presenta sulla destra la cappella con altare marmoreo ed arca del santo. Molte opere d’arte ornano il tempio tra cui, sul fondo, incorniciata da prospetto di altare barocco, una pregevole tela di Bernardino di Mariotto raffigurante la “Madonna e san Giovanni, genuflessi Maria Maddalena e san Bernardino”. Il luogo è da sempre, per il culto di san Pacifico, meta di numerosi pellegrinaggi provenienti da tutta la penisola. Orario sante messe: 10,00 – 11,30 – 16,30 (I) – 17,30 (E) Le visite non sono consentite durante le celebrazioni liturgiche.
Per informazioni rivolgersi a + 39 0 733 638 110
Indirizzo Via San Pacifico Divini
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Data costruzione: XII-XIV sec.
-Santuario di Santa Maria del Glorioso
Eretto nel 1519-22 nel luogo di un'antica cappella in seguito al prodigioso evento della lacrimazione di una Pietà in terraotta (XIV sec.). La facciata cuspidale presenta due ordini di finestre, un rosone e un portale con decorazioni in travertino. L'interno è un mosaico di affreschi o di tele di autori illustri.
A seguito della lacrimazione di una statua in terracotta della Madonna della Pietà avvenuta il venerdì santo del 1519, fu dato l’avvio alla costruzione del Santuario di S. Maria del Glorioso, su progetto dell’architetto Rocco da Vicenza. Fino al 1860 la custodia della chiesa fu affidata ai domenicani; nel 1861 fu avocata dal Demanio che nel 1872 la cedette al Comune di San Severino. Costruita interamente a mattoni, ha la facciata di forma cuspidale. La porta principale è rettangolare con frontone acuto e intagli in travertino. La tribuna è sormontata da una cupola di forma ottagona rivestita con lastre di piombo che nel 1720 sostituirono la precedente copertura di tegole. Internamente la chiesa ha tre navate, una traversa e l’abside fiancheggiata da due vani rettangolari ad uso di cappelle. Le navate sono sostenute da otto colonne cilindriche alle quali corrispondono sedici mezze colonne che dividono le nicchie ove sono collocati gli altari laterali. I recenti restauri hanno riportato alla luce molti affreschi che tra Cinque e Seicento, durante la prima campagna decorativa del tempio, le famiglie nobili e le confraternite avevano commissionato ad artisti della scuola pittorica severinate. In fondo alla navata centrale vi è una tribuna sostenuta da quattro piccole colonne a forma di tabernacolo chiusa da tutti i lati al fine di creare una cappella votiva; il tempietto contiene la statua miracolosa della Pietà, oggetto di profondo culto popolare, riconducibile all’arte nordica del XV secolo. Sopra la tribuna è stata collocata una statua lignea del Cristo risorto del XVII secolo. Nel 1737 la chiesa si arricchisce anche di un prezioso organo di sette registri fabbricato da Feliciano Fedeli. Per moltissimo tempo il Santuario del Glorioso è stato, nelle Marche, secondo solo a quello di Loreto per numero di pellegrini. Orario festivo sante messe: ore 10,00. Le visite non sono consentite durante le celebrazioni liturgiche. Per informazioni circa la visita rivolgersi al n. 0733.639348 (famiglia Anibaldi)
Indirizzo Via del Glorioso (SP 502 direzione Cingoli)
Data costruzione: XVI sec.
-Santuario S. Severino Vescovo – Duomo Vecchio
La chiesa, risalente al X sec., fu riedificata ed ampliata nell’XI sec. e completata con la trecentesca torre campanaria. L’interno conserva un bellissimo coro ligneo intarsiato ed intagliato da Domenico Indivini alla fine del 1400.
Il corpo del santo vescovo Severino, morto nel 545, fu trasportato nel 590 dai settempedani sul colle del Monte Nero che era stato eletto a sede civile e religiosa dopo le devastazioni di Septempeda da parte dei Goti di Totila. Da allora il nuovo abitato prenderà il suo nome. La chiesa, risalente al X sec., fu riedificata ed ampliata nell’XI sec. e completata con la trecentesca torre campanaria a bifore costruita nella tipica facies severinate e la coeva facciata gotica in laterizio, abbellita da un rosone dentellato, da una edicola in travertino a tre archi lobati, poggianti su colonnine con capitelli d’ordine corinzio, e da un bel portale con colonne a spirale. L’interno, rimaneggiato nel settecento e nei primi del novecento, conserva un bellissimo coro ligneo intarsiato ed intagliato da Domenico Indivini alla fine del 1400, suo capolavoro insieme a quello in Assisi. Sul fondo della chiesa si impone il prezioso organo di Giuseppe Catarinozzi con la cantoria intagliata e indorata dal francese Denis Pulvier (XVII sec.). Sono oggi custoditi presso la Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” i pregiati affreschi di Lorenzo e Jacopo Salimbeni con le storie di san Giovanni Evangelista (inizi XV sec.) ed un paliotto su pelle (XVIII sec.) raffigurante il trasferimento da Septempeda al Monte Nero del corpo di san Severino le cui spoglie sono custodite in una cappella votiva laterale. Dopo lunghi restauri, la chiesa è stata riaperta al culto l’8 giugno 2010. Orario sante messe: festivo ore 12,00 Le visite non sono consentite durante le celebrazioni liturgiche. Per la visita rivolgersi al personale dell’attiguo Museo Archeologico “G. Moretti” (Orari: E. 9,00 – 13,00 / 16,00 – 19,00 I. 9,00 – 13,00) Tel 0733.633919
Indirizzo Castello al Monte
Data costruzione: XI – XVIII sec.
-Santuario SS. Salvatore in Colpersito
Appartiene dal 1576, con l'annesso convento, ai Cappuccini. Risalente all'XI sec., fu in origine sede di una comunità religiosa femminile. Qui S. Francesco, venuto a San Severino nel 1212 e nel 1221, convertì il famoso trovatore Guglielmo da Lisciano, "re dei versi", che divenne fra Pacifico. La chiesa subì nel tempo varie trasformazioni, restano notevoli tracce murarie del rifacimento del XII sec.; le forme attuali si devono agli interventi del XVII e del XVIII sec. Annesso al Santuario si trova il Convento del Santissimo Salvatore
Colpersito è un luogo ricco di memorie francescane: qui san Francesco, venuto a San Severino nel 1212 e nel 1221, convertì il famoso trovatore Guglielmo da Lisciano “re dei versi” che divenne fra Pacifico. La fabbrica – all’epoca delle visite del santo di Assisi - era sede di una comunità religiosa femminile alla quale, secondo la tradizione, nella seconda visita lo stesso Francesco affidò una pecora la cui lana fu utilizzata dalle “povere recluse” per far dono al santo di una tonaca che gli inviarono alla Porziuncola. Solo dal 1576 la chiesa con l’annesso convento diventa proprietà dei Cappuccini. Il tempio ha subito nel tempo varie trasformazioni: le forme attuali si devono agli interventi realizzati tra il XVII e il XVIII secolo anche se l’ultimo restauro mostra l’originaria struttura in pietra locale con qualche elemento architettonico caratteristico. Nell’interno di particolare pregio è l’ornato ligneo dell’altare maggiore, realizzato nel 1750 dagli intagliatori Francesco e Gaetano Gentili, e il ciborio in noce con intarsi d’avorio. Orario sante messe: festivo ore 12,00 – feriale ore 19,00 Le visite non sono consentite durante le celebrazioni liturgiche.
Per informazioni circa la visita rivolgersi al Padre guardiano +39 0 733 638 126
Indirizzo Viale dei Cappuccini
-Torre civica
Il piazzale degli Smeducci, sulla sommità del Monte Nero, è dominato dall’alta (m. 40) e inclinata Torre civica, eretta nel XIII secolo con funzioni di avvistamento, di difesa e di segnalazione alle altre torri dei castelli del territorio comunale. Davano accesso alla torre due piccole porte che conservano l’antica forma con il loro doppio arco a sesto acuto. Circa a metà della Torre si notano due bassorilievi scolpiti in pietra; il primo dall’alto raffigura un “morso di cavallo” e potrebbe rappresentare l’emblema di uno dei podestà, ma la tradizione lo attribuisce alla dispotica signoria degli Smeducci che, al ritorno da una delle cacciate subite, lo fece apporre per mostrare il trattamento che sarebbe stato riservato al popolo ribelle. Più in basso il bassorilievo che raffigura un “leone passante”, simbolo dei ghibellini per i quali parteggiò San Severino in perenne lotta con la guelfa Camerino. A destra della Torre si notano scarsi resti dell’antico Palazzo dei Consoli. Le mura urbane completavano il sistema difensivo del “Castello” che oggi, a seguito di un attento recupero, sono percorribili per un lungo tratto come al tempo del medioevo.
Davano accesso alla torre due piccole porte che conservano l’antica forma con il loro doppio arco a sesto acuto. Circa a metà della Torre si notano due bassorilievi scolpiti in pietra; il primo dall’alto raffigura un “morso di cavallo” e potrebbe rappresentare l’emblema di uno dei podestà, ma la tradizione lo attribuisce alla dispotica signoria degli Smeducci che, al ritorno da una delle cacciate subite, lo fece apporre per mostrare il trattamento che sarebbe stato riservato al popolo ribelle. Più in basso il bassorilievo che raffigura un “leone passante”, simbolo dei ghibellini per i quali parteggiò San Severino in perenne lotta con la guelfa Camerino. A destra della Torre si notano scarsi resti dell’antico Palazzo dei Consoli. Le mura urbane completavano il sistema difensivo del “Castello” che oggi, a seguito di un attento recupero, sono percorribili per un lungo tratto come al tempo del medioevo.
Visibile dall’esterno
Indirizzo salendo al Castello, dista circa 2 km da Piazza del Popolo
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Data costruzione: XIII secolo
-Torre dell’Orologio
Fu eretta su disegno di Ireneo Aleandri nel sec. XIX. Si impone come scenografico elemento architettonico a capo della Piazza, sottolineandone l'andamento fusiforme. Sul lato sinistro fu riedificata nelle forme attuali l'antica Fonte della Misericordia.
Indirizzo Piazza del Popolo
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Data costruzione: 16/08/33
-Villa Collio
E' un bellissimo esempio di villa neoclassica con sala centrale a pianta ottogonale e ampia gradinata. Fu fatta costruire nel 1812 da Giovan Battista Collio su progetto di Giuseppe Lucatelli, che ne curò anche la decorazione interna.
Indirizzo S.S. n. 361
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Proprietà: privata
Data costruzione: XVII - XVII sec.