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SAN SEVERINO MARCHE – Giardini Pubblici

Cedro del Libano (Cedrus libanotica)

(tratto da “Alberi monumetali delle Marche” di Valido Capodarca, Roberto Scocco Edizioni Uff. vendita 0733 203747)

Circonferenza m. 4,70 Altezza m. 27 Chioma m. 21 Età anni 130-150

cedro

Il più bell’albero dei Giardini Pubblici di San Severino è certamente questo monumentale Cedro del Libano

La prima apparizione nelle cronache cittadine di San Severino Marche, relativa a qualcosa che abbia a che fare con quella che oggi è la più bella pianta dell’attiva cittadina, risale al novembre del 1871, quando l’allora assessore e facente funzioni di sindaco Giuseppe Coletti, che in seguito sarebbe divenuto un ancor più importante uomo politico, sottopose alla giunta e successivamente al Consiglio Comunale il progetto di “ridurre a miglior stato il pubblico passeggio al campo della fiera” (la notizia è riportata nell’opuscolo, ormai molto datato, di Gualberto Piancastelli “II Giardino Pubblico di San Severino dal Parco della Villa Privata al Pubblico Passeggio”).

Nell’opuscolo si legge che nel 1879 viene definito l’acquisto dall’orticoltore Angelo Longone di Milano, fra altri alberi, anche di un Cedro deodara dell’altezza di metri 1,95.

Potrebbe trattarsi del Nostro, anche se esso è, indiscutibilmente, un Cedro del Libano.

Oppure esso poteva essere già esistente fra gli alberi del precedente Pubblico Passeggio ma, se è vero questo, esso avrebbe dovuto essere una giovane conifera di non più di venti-trenta anni, come spiegheremo fra poco.

Non esistono cronache intermedie, pertanto la prima apparizione ufficiale della pianta in pubblicazioni è quella relativa alle poche righe riportate in “Marche, cinquanta alberi da salvare”, edito nel 1984 su rilievi del 1983.

Il Cedro viene accreditato di una circonferenza di metri 4,10 e viene descritto con il seguente testo. “E’ l’albero di maggior spicco tra quanti si possono ammirare all’interno dei Giardini Pubblici di San Severino, tanto ricchi di specie e così ben curati da non apparirci affatto come un’area aperta al grosso pubblico, e per i quali non possiamo non rivolgere un sincero e disinteressato elogio all’Amministrazione Comunale ed al personale ad essi adibito.

Il bell’albero è in netto risalto al centro di un’aiola”. Se l’albero, dunque, fosse da identificare con il sunnominato Cedro deodara, la sua data di messa a dimora sarebbe il 1879. Trattandosi di pianta alta già quasi due metri, si può ipotizzare un’età di oltre 130 anni.

Il Cedro, tuttavia, appare anche con una bella foto nella recente pubblicazione della Provincia di Macerata “Alberi custodi del tempo” e viene accreditato di un’età di 150 anni rilevati, come più volte ripetuto, con il metodo resistografico ideato dal professor Bongarzoni che si è rivelato alquan¬to attendibile.

Se l’età fosse reale e precisa, il Cedro sarebbe stato già presente, quando sul posto esisteva il Pubblico Passeggio.

Altro da raccontarci non ha il bel Cedro di San Severino.

Poiché la sua collocazione, all’interno dei Giardini Pubblici, è immediatamente nei pressi del cancello d’ingresso principale, esso potrebbe soltanto dirci di aver visto passare, sotto i suoi rami sempre più sviluppati, non solo tutti gli attuali abitanti di San Severino, ma anche tutti quelli di almeno altre due precedenti generazioni.